Maggio 2006
Retrocessione in tutti e tre i Campionati Regionali: un esito così
duro e crudo non ha bisogno di tanti commenti e recriminazioni ma
solo di riparare in fretta agli errori fatti.
Per
aggiungere qualche commento ...
Gli
Juniores regionali, se già a inizio stagione era progettato che otto
- nove di loro giocassero in prima squadra, non andavano fatti,
meglio un campionato provinciale in tranquillità che affrontare un
regionale con risorse limitate per impieghi diversi.
Gli
Allievi Regionali sono stati senz'altro la delusione maggiore, una
rosa di quaranta giocatori con tanti doppioni ma con carenze in
alcuni ruoli chiave ha portato a continui cambi di formazione alla
ricerca di una quadratura che non è mai arrivata. I troppi gol
subiti e la mancanza di una punta di garanzia hanno fatto il resto.
Peccato perché con qualche accortezza e magari con un po' di fortuna
in più potevano sicuramente salvarsi.
Per
quanto riguarda i Giovanissimi, partiti con una rosa ristrettissima
e non tanto dotata fisicamente, hanno dato forse anche più di quanto
preventivato. Troppo pochi undici - tredici giocatori per un
campionato difficile come questo, dove specie nella parte finale
delle gare determinanti sono i cambi con giocatori freschi e
all'altezza degli altri. Alcuni infortuni di giocatori importanti in
ruoli fondamentali hanno fatto il resto e per i ragazzi di Mr. Neri
non c'è stato scampo.
Tutta questa situazione di carenza
tecnica è figlia di una grande crisi del calcio anche dei settori
giovanili, in più per il Saurorispescia è anche dovuta al fatto
della sirena Grosseto. Troppi ragazzi ormai (per non dire i
genitori) non hanno più l'attaccamento alle squadre di appartenenza
come lo era una volta e basta un richiamo da parte del grifone per
abbandonare il Saurorispescia o altre società cittadine o della
provincia. Succhiate alle radici già con i giocatori di undici
dodici anni, per le società maremmane non c'è scampo, prima ne ha
fatto le spese la Nuova Grosseto Barbanella, ora è toccato al
Saurorispescia.
Nulla in contrario se per alcuni
di
questi ragazzi
il
passaggio al Grosseto
aprisse le porte di una vera carriera calcistica per approdare
poi a società maggiori o nella prima squadra bianco rossa. Sarebbe
questa una grande soddisfazione anche e soprattutto per le società
di provenienza, una testimonianza della validità delle proprie
strutture e insegnamenti.
La
realtà e purtroppo ben diversa. Per tanti di loro spesso di spazio
nelle formazioni bianco rosse ce n'è ben poco e il loro destino
comune alla fine
giovanili propone due sole soluzioni: o smettere, o al massimo
ritrovarsi nei campionati dilettanti di Promozione o 1^ categoria.
Una carriera non tanto dissimile da quella di quelli che erano rimasti nelle
proprie società di origine.
Regolamentare questa emorragia
non vorrebbe dire escludere per i ragazzi l'opportunità del Grosseto come
possibile sbocco nei professionisti, ma senza un vero programma di
collaborazione che dia pari dignità a tutte le società, grandi e
piccole, non si ottiene nessun risultato diverso da quello esposto, con
massima penalizzazione per chi come il Saurorispescia dopo
dopo 25 ininterrotti anni non avrà nessuna squadra a livello
regionale.